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La Posta di RR

Autore: admin - ottobre - 5 - 2010

Scrivete al direttore: danielelomonaco@rivistaromanista.it

Domande e risposte saranno pubblicate in questo spazio

La mail di Caterina Favero (25/01/2011)

Gentile direttore,
come alcuni altri lettori intendo esprimerle il mio dispiacere per la copertina dell’ultimo numero della rivista. Per i credenti, come me, la morte di Nostro Signore è un evento di inesprimibile portata e importanza, e qualsiasi sia il motivo, mi addolora che si usi il crocifisso per scopi non sacri.

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Mi dispiace sinceramente per il suo dispiacere. 

Spero di aver spiegato a sufficienza i motivi della nostra scelta.

E spero di ritrovarla in ogni caso tra i lettori della nostra rivista.


La mail di Luciano:

Finalmente ho ritrovato nella mia edicola aquilana un mensile che sia proprio di noi Romanisti. A L’Aquila arrivava prima del terremoto Il Romanista, quando il suo direttore era Riccardo Luna e leggendo questo quotidiano ho imparato a conoscere e stimare Daniele Lo Monaco. Come dicevo Il Romanista non arriva più a L’Aquila e nella ricerca di un giornale o di un mensile della Roma, sono un tifoso della Roma da oltre quarant’anni, mi son dovuto accontentare del mensile La Roma, ma che non mi soddisfaceva e in quest’ultimi tempi mi limitavo a vedere le foto. Al mio carissimo amico edicolante raccomandavo sempre tutto quello che arriva che parla della Roma dimmelo e questa mattina con mia grande gioia, mi ha detto Luciano guarda questo mensile che parla della Roma, la rivista è RIVISTA ROMANISTA, nello sfogliarlo sono andato a vedere chi fosse il Direttore e nel leggere il nome di Daniele Lo Monaco, ho subito detto di non mettermi più da parte La Roma, ma prendevo sempre questa rivista. Arrivato a casa in un giro di mezz’ora mi sono divorato tutto il suo contenuto. Bravi bravissimi finalmente ho letto articoli da veri giornalisti, da veri professionisti e da persone che amano veramente questa squadra, grazie Daniele e poi nel  leggere i nomi di Tonino Cagnucci che in questi ultimi tempi ci siamo sentiti spesso a via di non trovare in edicola Il Romanista, Mimmo Ferretti, Giuseppe Manfridi, Angelo Mangiante, Federico Nisii, Ugo Trani, Luca Valdisseri e il GRANDE IMMENSO FRANCESCO TOTTI PER ESSERE NATO, mi sono veramente entusiasmato. Ora per favore Direttore rassicurami che ogni mese questa rivista la trovo in edicola e non mi deludere pure tu pi, anche perché non mi posso abbonare a via delle conseguenze del terremoto, i servizi lasciano a desiderare, la mia casa è andata distrutta e sono in attesa che la rifanno e vivo in altra casa in affitto. Ora ho voluto esternare questa mia gioia per aver ritrovato le cose, le persone, i fatti che quel maledetto terremoto mi hanno tolto, in seguito ti racconterò caro Direttore un fatto drammatico che è capitato alla mia nipotina (ora tutto bene) durante il terremoto, per farti capire come è grande la mia passione per la Roma e di tutta la mia famiglia. Grazie ancora caro Daniele, un abbraccio e sempre FORZA ROMA.

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Grazie caro Luciano per il tuo entusiasmo. Non so perché tu ci abbia scoperto solo oggi, ma è oltre un anno che siamo in tutte le edicole, e anche a L’Aquila. Non ci perdere di vista, seguici anche su internet, www.rivistaromanista.it, dove intanto pubblicherò la tua lettera. Grazie ancora e a presto.

La controrisposta di Luciano:

Caro Direttore stanne certo non vi perderò di vista, ora che ti ho ritrovato non ti perderò più; non sono riuscito a leggermi su internet forse perchè non mi sono collegato per due giorni , ma ho avuto la possibilità di leggere alcune lettere deliranti, maleducate e piene di livore e cattiverie a proposito della prima pagina del mensile, a parte che si può dissentire e criticare rimanendo nei limiti della correttezza e signorilità ,Sono un cattolico praticante e non mi sono minimamente sentito offeso e risentito dalla prima pagina della Rivista Romanista: bisogna capire lo spirito di  come le cose vengono fatte e dette; questi signori devono anche capire che ogni libertà ha la la sua verità e caro Direttore,  da vero credente dico che ogni opera, cosa, fatta con il cuore avvicina a Dio. Siete grandi, grandissimi,vi voglio bene e sempre FORZA ROMA e al mio grandissimo capitano Francesco Totti dico sei sempre un GRANDISSIMO come uomo e come calciatore.



La mail di Stefano Liparulo (24/01/2011):

Ciao Daniele..mi permetto di darti del tu, se è un problema in futuro passerò al “lei”.

Leggendo i messaggi di alcuni persone mi viene in mente come mai queste persone si sconvolgono per una copertina di una rivista mentre  non credo muovano rivolte x le stragi di cristiani in giro per il mondo..questo è quantomeno buffo..a me da credente non dà il minimo fastidio..queste parole non sono a difesa di nessuno ma solo un mio libero pensiero..vorrei un tuo parere sul capitano: io ritengo che totti in un gioco organizzato sia utilissimo e molto forte..solo che, in questo nostro contesto tattico, risulta molto meno utile di borriello che segna nonostante un anarchia tattico/tecnica…che ne pensi? E consideri Menez ancora non pronto?

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Ciao Stefano, grazie per la tua solidarietà. Per Totti abbiamo esattamente lo stesso pensiero, quanto a Menez, penso che abbia uno sconfinato talento, ma che caratterialmente non sia ancora pronto a prendersi il peso della squadra sulle spalle. E per lui vale il discorso di Totti: sarebbe un fantastico valore aggiunto in una squadra ben organizzata, così invece rischia di forzare ogni giocata per dimostrare di poter risolvere le partite da solo.



La mail di Salvatore:

Sono un edicolante, dopo aver ricevuto oggi la vostra rivista come fornitura, vorrei sollecitarvi per le prossime volte a non azzardare queste copertine molto forti, che indubbiamente sono crude e lanciano messaggi che moralmente insultano i cristiani. Cordiali saluti.

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Io invece sono un giornalista, sono il direttore di Rivista Romanista e azzardo le copertine che voglio, nella convinzione che le scelte che facciamo non offendano nessuno.
Quando poi vorrà un confronto verbale sereno, e ovviamente senza pregiudizi e preconcetti, sono a sua disposizione.


La mail di P. Colavito:

Non sono un cattolico praticante, ma la copertina dell’uscita di Febbraio è oltremodo offensiva e fuori luogo. Avete perso un lettore e farò in modo che altri non comprino più la Vs. rivista.

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Ho letto la sua lettera. Prendo atto con rammarico.


La mail di Massimo G.:

Non sapevo nemmeno che esistesse la vostra rivista che invece questa mattina mi è stata mostrata dalla mia giornalaia (romanista come me) con una smorfia di riprovazione in relazione alla copertina che riportava il titolo “Totticidio” e raffigurante il nostro Capitano inchiodato sulla Croce al posto di Gesu Cristo sotto la scritta INRI e con la stessa ferita al costato. Io la penso in modo molto negativo per quello che avete fatto : HO PROVATO PENA PER VOI perchè non solo avete offeso coloro (me compreso) che credono in Dio ma perchè molte persone sono rimaste allibite per il vostro CATTIVO (per me) CORAGGIO!!!!!!!  Non sono mai stato un  vostro lettore e non comincerò certamente da oggi.  L’effetto negativo (non aggiungo altri termini) che mi avete provocato rimarrà sempre tale. Non conosco l’esatto motivo che vi ha spinto a creare la copertina in questione ma ripeto che per me avete avuto un pessimo gusto che nulla ha che vedere con l’amore per la Roma della Famiglia Sensi e con l’affetto per il Nostro Grande Capitano Francesco Totti. Tanto mi sentivo in dovere di scrivervi (rimarrà l’unica mia mail a voi diretta).

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Se un’immagine turba tanto la sua coscienza e decide deliberatamente di non approfondire i motivi per cui quell’immagine è stata


scelta

purtroppo non posso farci niente.

Possiamo solo continuare ad ignorarci beatamente.



La mail di Alessio:

Fortunatamente non ho mai speso mezzo centesimo per comprare la vostra rivista. Voi scribacchini che credete di fare il bello e il cattivo tempo, scrivete le VOSTRE VERITA’ solo per interessi personali. Mi auguro che farete ben presto la fine che fece il Romanista di qualche tempo fa quando era diretto da un bastardo come Luna e che può fare solo scopa con un suo simile come Lo Monaco. Spero di ritrovarvi un giorno in piazza di Spagna a chiedere l’elemosina e presi a calci da altri bastardi come voi.

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Non so dove trae questa immagine dei poveri senzatetto presi a calci da altri bastardi. Forse nel suo fertile immaginario. Non spenda mezzo centesimo per noi, ce ne faremo una ragione.


La mail di Guido Garroni:

Premetto che non sono credente e che sono romanista abbonato in distinti sud e che trovo ottimo il vostro giornale, ma francamente la copertina del vostro nuovo numero che ho visto sul sito laroma24 è veramente di cattivo gusto e alquanto blasfema e ve lo dice uno che non crede


La risposta di Daniele Lo Monaco
:

Mi spiace, caro Guido, se si è sentito offeso in qualche modo. La spiegazione alla copertina l’ho fatta personalmente nell’editoriale e la

inviterei a leggerlo prima di dare giudizi. Se poi rimarrà della sua opinione ne prenderò atto.

La controrisposta di Guido Garroni:

Come da lei suggeritomi,ho letto il suo editoriale,inutile dire che sulla questione della gestione di Totti mi trovo completamente d’accordo con lei,ma il motivo del mio disappunto era l’accostamento di questi due personaggi che trovo quantomeno azzardata e fuori luogo e francamente la sua spiegazione nell’editoriale l’ho trovata poco esauriente in merito al suddetto confronto,comunque sia la mia stima nei confronti di lei e del giornale rimane immutata;spero però in futuro di non vedere nuovo copertine che mischiano il tema religioso con quello sportivo.


La mail di Roberto Cattaneo:

Buongiorno Lo Monaco,
sono un suo assiduo lettore (fino a ieri Rivista Romanista, tempo fa Rosso & Giallo) perchè la ritengo
un ottimo professionista ed un buon intenditore di calcio.
Per questo sono rimasto sorpreso nel vedere la copertina del numero della rivista attualmente in edicola, fatto che mi ha
indotto a non comprarla come solitamente faccio.
Pur non essendo un fanatico religioso ritengo blasfema la copertina ed inoltre, amando a dismisura il Capitano, la ritengo anche
non conveniente per lui, a prescindere dai contenuti (che, lo ammetto, non conosco) all’ interno della rivista.
Ci tenevo a farle presente che per questo mese ha perso un lettore, con la speranza che si tratti soltanto di un incidente di percorso.
Cordiali saluti,
Roberto Cattaneo

Buongiorno Lo Monaco,

sono un suo assiduo lettore (fino a ieri Rivista Romanista, tempo fa Rosso & Giallo) perchè la ritengo
un ottimo professionista ed un buon intenditore di calcio.
Per questo sono rimasto sorpreso nel vedere la copertina del numero della rivista attualmente in edicola, fatto che mi ha indotto a non comprarla come solitamente faccio.
Pur non essendo un fanatico religioso ritengo blasfema la copertina ed inoltre, amando a dismisura il Capitano, la ritengo anche non conveniente per lui, a prescindere dai contenuti (che, lo ammetto, non conosco) all’interno della rivista.
Ci tenevo a farle presente che per questo mese ha perso un lettore, con la speranza che si tratti soltanto di un incidente di percorso.

Cordiali saluti,

Roberto Cattaneo

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Mi dispiace.
Spero di ritrovarla tra i nostri lettori tra un mese.
Daniele Lo Monaco



La mail di Silvano 70:

Caro Direttore, innanzitutto complimenti per la sua rivista.
Era dai tempi di Rosso & Giallo che mancava una testata con le “Palle” sulla
nostra amata Roma.
Ed è proprio su Rosso & Giallo che volevo farle una domanda che da tempo mi
tengo dentro.
Proprio perchè assiduo lettore di quella rivista, da lei magistralmente
diretta, mi sono sempre chiesto perchè ha cessato di esistere.
Non potrò mai dimenticare lo speciale sullo scudetto, che custodisco
gelosamente, o le altre iniziative come le splendide cartoline d’epoca che
ci regalavate, senza trascurare i contenuti del giornale, sempre molto
pungenti e con argomentazioni mai banali.
Ci saranno iniziative simili anche con Rivista Romanista?
La ringrazio per il suo lavoro e le rinnovo la mia stima.
Silvano 70

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Rosso&giallo mi è rimasta nel cuore, e il suo pensiero ricorrente mi ha spinto a farla rinascere dentro nuove vesti. RR ne ha assunto l’eredità morale e giornalistica e nel solco di quella tradizione stiamo cercando di ripresentarne lo spirito. Chiuse perché una rivista non vive di solo successo editoriale. Star dentro le consorterie pubblicitarie non è semplice e noi non ci siamo mai prestati a prassi poco lecite eppure così in voga in quei campi. Allora ci affidammo a partner sbagliati e pagammo i loro errori. L’esperienza di allora ci è servita e ora le cose le facciamo funzionare direttamente. Anzi, ti preannuncio anche significative novità che rinforzeranno la nostra società editoriale e ci consentiranno sempre nuove proposte. Grazie per la fiducia.



La mail di Claudio:

Salve Direttore,
Le scrivo questa lettera per chiederle una cosa: ma Lei è prima tifoso della Roma o prima viene il tifo per Totti?
Ormai Totti non è più un giocatore che fà la differenza, non salta più l’uomo, non accetta più il contatto fisico con gli altri giocatori, non ha più forza nel calciare, è lento, ci mette tre quarti d’ora prima di girarsi..
Si vede in campo che è deriso anche dagli avversari, che non lo ritengono più una minaccia.
Abbiamo per fortuna, tre giocatori più giovani di lui, più veloci, sicuramente con meno classe del Totti di qualche anno fà, ma devono giocare loro perchè sono integri.
Totti è stato il più forte giocatore nella storia della Roma, ma adesso basta, esserne riconoscenti per quello che ha fatto per noi, non ci deve precludere di vincere ancora senza di lui.
Io sono della Roma, il bene primario è la Roma e non voglio che per i record personali che vuole battere, la Roma debba giocare sempre in 10.

Grazie

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Salve a lei. Nell’oggetto della sua mail c’erano addirittura tre punti esclamativi, dopo la sua affermazione “Basta con Totti”. Addirittura tre. Tanto da conferire all’espressione un sinistro piglio dittatoriale. Che non sia disposto al confronto, del resto, lo si evince dalla prima frase, laddove insinua il dubbio che chi non la pensa come lei sia mosso inevitabilmente da motivi di bieca opportunità. E invece, se ne faccia una ragione, in questo mondo ha diritto di espressione anche chi pensa e crede cose diverse. Come il sottoscritto, Ranieri e quelle centinaia di migliaia di tifosi della Roma che vivono serenamente la fase inevitabilmente discendente della carriera di un campione che può dare ancora moltissimo a questa maglia.


La mail di Alessandro Fuoti:

Caro direttore,
sono Alessandro, tifoso Romanista dalla nascita e accanito ascoltatore di Retesport.
Le scrivo riguardo alle sue dichiarazioni riguardo alla cosiddetta “gestione virtuosa”, che secondo Lei va ammirata, elogiata, osannata e quant’altro.
Le scrivo perché qualche giorno fa, più precisamente venerdì, è uscito un articolo sul settimanale L’Espresso, il quale mette in luce tutte le magagne della fantomatica “gestione virtuosa”, che di virtuoso mi pare abbia ben poco. A meno che non si consideri virtuoso il sottrarre soldi, sotto forma di prestito, dalla nostra Roma, per andare a “rimpinguare” i conti in rosso di Italpetroli. Per correttezza di informazione, Le allego di seguito l’articolo, che non so se ha letto, ma suppongo di si, ponendo le seguenti domande:

La gestione era davvero così “virtuosa” come da Lei affermato in più di un’occasione? questa gestione, è davvero una gestione da prendere ad esempio?
Per me, alla luce dei fatti, NO. Se una gestione è “virtuosa” dovrebbe avere un bilancio ATTIVO, a mio modo di vedere.
O quantomeno non dovrebbe avere una “significativa perdita consolidata” che si attesta sui 20 milioni di euro, contestata dagli stessi azionisti all’ultima assemblea.
Va sottolineato che il bilancio è pubblico, quindi non può essere smentito e se L’Espresso ha scritto delle cose non vere, allora si tratta di diffamazione a mezzo stampa, ci sono quindi, tutti gli estremi per una querela che Rosella Sensi, in quanto presidente della Roma, ha tutto il diritto/dovere di fare per difendere la Roma. Ma non mi pare che ci siano state querele, indi per cui, prendo l’articolo del suddetto settimanale per vero (articolo che espone delle cose sulle quali molti di noi tifosi si sono ampiamente documentati in precedenza e che non fa altro che avvalorare la tesi che Ella, con la Roma, c’ha “magnato” e pure parecchio).
Inoltre, Le chiedo, quando la sua Rivista, si occuperà di un argomento simile? Ovvero dei conti in rosso della Nostra Roma, dei prestiti a IP, della cessione di Trigoria, del marchio non valorizzato, del merchandising lasciato quasi morire, del sito internet in agonia (non viene rinnovato dal lontano 2001, quando vengono pagati profumatamente i vari gestori, basti pensare che l’anno scorso, pre-partita di Roma – Fulham, c’era ancora la didascalia della Roma in Champions League della gara contro il Chelsea) quando tutti ben sappiamo che le grandi squadre puntano parecchio sugli introiti derivati dalle vendite dei prodotti con il loro marchio e da un sito internet ben strutturato e di facile accesso che permette l’e-commerce. Le pongo anche la questione degli stipendi milionari della famiglia Sensi. È davvero una gestione “virtuosa” quella che si preoccupa di rinnovare contratti milionari a persone facenti parte della famiglia ex proprietaria del pacchetto di maggioranza, invece di preoccuparsi del rinnovo della squadra? A me fa pensare una cosa del genere, che sinceramente non capisco. Si è parlato tanto dell’auto-finanziamento, che io considero un lauto-finanziamento della famiglia, mi permetta il gioco di parole. Sarà quindi possibile vedere un’inchiesta sugli aspetti economici della gestione “virtuosa”?
Parlando di dell’autofinanziamento, mi viene da pensare che vendendo giocatori per 20 milioni (es. Aquilani) per coprire i buchi di bilancio sono capaci tutti a farlo, non ci vedo nulla di virtuoso, anche un non esperto di finanza sarebbe un “gestore virtuoso”.
Senza contare che i fautori della gestione “virtuosa” si permisero di lasciare fuori da delle conferenze stampa i giornalisti del Romanista, perché considerati “scomodi”.
Tutto ciò, ovviamente, prima che il Romanista cambiasse direzione e diventasse così un giornale filosocietario.

Se non è troppo disturbo, si potrebbe anche fare un accenno al fantomatico “progetto stadio” che, non esiste. Da studente di architettura, un pochino me ne intendo e so che se io mi presentassi al mio committente con dei soli “schizzi progettuali”, con dei rendering fatti in mezza giornata, senza uno straccio di plastico, senza delle planimetrie ben definite, senza uno studio urbanistico dell’area (che a quanto pare, si era anche trovata), probabilmente mi sbotterebbe a ridere in faccia e chiamerebbe un altro architetto.
Questo l’ho giudicato solo fumo negli occhi per i tifosi, che purtroppo alcune volte, sono un pochino “ignorantelli”, ma sempre detto in senso buono.

la ringrazio dell’attenzione ed attendo fiducioso una Sua risposta.
Sempre Forza Magica Roma

Alessandro

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Non posso dire “caro” Alessandro, né “gentile”, visti toni e contenuti con cui lei e altri ascoltatori di Rete Sport mi avete apostrofato sul Forum della Radio. La forma per me vale come la sostanza. Sulla forma, non ho intenzione di rispondere in questo momento. Sappia solo (e, se crede, inoltri nel forum dove non ho alcuna intenzione di intervenire: le rispondo per mail perché mi ha scritto e pubblicherò botta e risposta sul sito della rivista, nello spazio della posta) che non consento a nessuno di darmi dell’”arrogante”, di uno che dice “cazzate” (su Rosella), che scrivo veline da “Minculpop”, che mi rifiuto di fare inchieste per paura delle conseguenze o, peggio, perché “so la verità e la nascondo”, che magari la farò “appena la Roma sarà venduta”, che sono un “pagliaccio”, che “dichiaro il falso”, che “credo stupidi” gli ascoltatori di Rete Sport, che “sapevo e negavo”, che “rubo” lavori artistici altrui, che Paglia è un “pagliaccio” pure lui perché mi ha difeso, che sono “vile e ladruncolo”, che non ho fatto l’inchiesta perché sennò avrei chiuso dopo un mese e pure che sono “proSensi” (faccio il giornalista, non il portabandiera). Tantomeno su un forum che è diretta espressione della Radio dove mi onoro di intervenire da anni e dove nessuno ha mai suggerito o contestato quanto da me detto.

Quanto alla sostanza, sappia che saremo l’unico giornale a riprendere l’articolo dell’Espresso. Ma anche in questo caso qualcuno di voi ha fatto confusione. Mai la Roma ha dato direttamente soldi a Italpetroli, prassi che non sarebbe consentita. L’unico passaggio indiretto è stato per i citati 3,5 milioni che la Roma ha versato a As Roma Real Estate nell’ambito dell’operazione di sell and leaseback su Trigoria, nel 2005. E che Roma Real Estate ha prestato a Italpetroli diversi anni dopo, se non sbaglio nel 2009 (non ho ancora ritrovato il documento, cito a memoria). Badi bene, non la Roma, la As Roma Real Estate. Dei 190 milioni di cui si parla nel pezzo, neanche una minima parte è stata “drenata” da As Roma a favore di Italpetroli. Dal 2004 nella Roma vige un regime di rigido autofinanziamento che non prevede operazioni di quel genere. Fino al 2003, invece, c’erano state diverse operazioni di finanziamento infruttifero e postergato tra Roma e Italpetroli, ma nella direzione opposta: è stata Italpetroli a versare nelle casse della società giallorossa una cifra sicuramente superiore a cento milioni di euro. In sostanza, anche accettando la questione dei 3,5 milioni, siamo a oltre 100 contro 3,5: può davvero sostenere che la Roma abbia messo soldi dentro Italpetroli? Quanto al passivo di bilancio, le sue affermazioni sono talmente ingenue che non credo le serva davvero una mia risposta. Se dopo una serie di bilanci in attivo attende un bilancio in passivo per contestare la gestione virtuosa allora non è più una discussione, ma è come volere dire che non esiste il sole e attendere il giorno di pioggia per convincere gli altri della propria astrusa teoria.

Se poi vuol sapere come sulla rivista abbiamo trattato l’attuale gestione societaria le riporto anche in questo caso a memoria un po’ di scritti pubblicati, prima e dopo una certa inchiesta che la inviterei a rileggere, la trova (gratuitamente) qui: http://www.rivistaromanista.it/area-abbonati/marzo2010.htm
Personalmente mi è capitato di aver scritto direttamente o di aver ospitato pezzi con questi contenuti:
“Speriamo che un’idea barcelonista possa ispirare anche chi guida la Roma, non solo noi per la nascita di questa nuova rivista”. Oppure “Tutti conoscono il compenso degli amministratori della Roma, come il famoso 1,1 milione di euro percepiti dall’Ad Rosella Sensi. Noi pubblichiamo anche gli stipendi medi mensili: Conti e Pradè 32.000, Mazzoleni 20.000, Pengue e Tempestilli 6000, Cotti 5000, Turra 3500, Feliziani 3500, Alberto De Rossi 4300, Scaglia 1500”.
Sullo Stadio Franco Sensi RR ha svolto una vera e propria inchiesta, a caldo, con questi elementi nel titolo: “Rosella presenta il progetto, in pochi credono alla sua realizzazione. Numerosi dettagli ancora mancano”. Nello specifico, siamo stati l’unico giornale a riportare le dichiarazioni di Scarpellini, proprietario del terreno: “L’ho regalato ai Sensi, sarebbe bello se in questo progetto venissero affiancati da Caltagirone”. E citando Report siamo stati anche l’unico giornale ad individuare la vicinanza di Scarpellini con l’editore del Messaggero. L’operazione finanziaria annunciata ad accompagnare il progetto è stata da noi definita “cervellotica”.
Su uno dei primi numeri abbiamo fatto un pezzo sulle “amnesie” del sito ufficiale, su un altro numero Dario Bersani l’ha definito “in uno stato di semiabbandono mortificante”.
L’episodio della conferenza stampa riservata a poche e selezionate testate è stato presentato con questo significativo titolo: “Ecco a voi la conferenza stanza”.
In un numero abbiamo intervistato Piero Torri. Titolo: “Ma non sono l’antiSensi”.
In un altro Carlo Zampa. Nella titolazione: “I miei rapporti con la famiglia Sensi sono inesistenti”.
Dell’azionariato popolare siamo l’unico giornale a parlarne (dal terzo numero) in tutti i numeri.
Non le cito le continue inchieste sulla Tessera del tifoso, in cui peraltro non sono mancate severe critiche alla gestione della questione da parte dell’As Roma.
Più recentemente, dopo la cessione pianificata della Roma ho scritto della Sensi: “Di sicuro è stata una grandissima e degna presidente per l’As Roma. Con molti pregi ed intuizioni di straordinaria efficacia e diversi difetti su cui non è stato facile discutere in una città che preferisce le vie brevi dell’assolutismo fazioso a quelle più efficaci dell’approfondimento colto”.
Questo è quello che intendo io per giornalismo: insultare o venerare un qualsiasi protagonista della cosa pubblica è facilissimo e porta molti vantaggi, più difficile è studiare, trovare le notizie e riportarle, pur sapendo che a volte scontentano qualcuno. Questo è quello che faccio io. E sono lo stesso che lavorava al Romanista proprio nel periodo in cui a Trigoria non ci facevano entrare.

Tanto le “dovevo”. Ora torno a lavorare.



La mail di Fabrizio:

Ciao Daniele,
ho visto il tuo video di presentazione del nuovo numero, il 13, della sempre più bella RIVISTA ROMANISTA che, naturalmente, ho già acquistato. Nel video dietro di te c’è quel manifesto stupendo della Sud con quel TI AMO unico. A questo proposito, che ne diresti di far uscire una serie di poster giganti sulla Roma del passato? Per esempio su Falcao, Pruzzo, Bruno Conti, Di Bartolomei, Amadei, Volk, Völler, per fare solo alcuni nomi, e anche sulle coreografie più belle come quella del Ti Amo. Un’altra iniziativa che mi piacerebbe molto riguarda una serie di libri monografici, come quelli bellissimi che escono con La Gazzetta dello Sport. A riguardo, come saprai sicuramente, è appena uscito quello su Maradona: l’hai preso? Io sì, anche se sono profondamente romanista sono anche un appassionato di calcio e questo libro su Maradona è proprio bello! Sarebbe ancora meglio se RIVISTA ROMANISTA ne realizzasse uno su PAULO ROBERTO FALCAO, per esempio. Ok, grazie, buon lavoro e FORZA ROMA!!!

Fabrizio (Bracciano)

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Ciao Fabrizio, grazie per il tuo entusiasmo. Ai poster avevamo già pensato, però non possiamo farli uscire dentro la rivista per una questione tecnica di foliazione della rivista. Ma è in programma una serie di maxiposter a uscita periodica che potrebbero riguardare proprio i tuoi idoli… Quanto ai libri, presto avrai notizie in tal senso. Sempre tenendo presente che la nostra piccola casa editrice è nata per editare la rivista e ogni altra operazione ha bisogno di un’adeguata copertura finanziaria che non è mai facile da trovare. Come sai, insomma, le idee non ci mancano. Tu continua a seguirci.




La mail di Gaetano Nolfo:

Caro Direttore Lo Monaco,
scrivo per “comunicarti” la mia delusione per questo inizio di stagione non proprio esaltante. Rispetto al passato sicuramente non c’è più da parte mia quell’attenzione che probabilmente traspariva in alcune mie lettere inviate. Eppure la passione è rimasta sempre, seppur divisa con altre cose altrettanto importanti. Ho seguito finora tre-quattro partite e mi permetto di elencare le cose che a mio avviso non vanno, chiedento ovviamente il tuo parere sicuramente più professionale.
Innanzi tutto credo che Ranieri abbia perso presso i giocatori (e non solo) un po’ di quel prestigio che lo circondava nella scorsa stagione quando i risultati, come avviene di sovente, coprivano eventuali grane di vario genere, compreso un gioco non sempre brillante (vedi Juve-Roma e Lazio-Roma). Malgrado l’epilogo sfortunato non si può certo dire che l’anno scorso la Roma non abbia avuto in più di una circostanza una buona sorte che le ha permesso quasi di sovvertire tutti i pronostici. E’ vero, come si dice, che la fortuna aiuta gli audaci, ma quando questa manca secondo me è dura… Il “caso” Totti non ha certo aiutato. Il capitano è grande e non si discute certamente. Però scene come quelle viste contro l’Inter non aiutano la squadra nè tanto meno l’allenatore stesso che ha il sacrosanto dovere di porre rimedio alle varie situazioni di gioco con i cambi ritenuti validi. Dopo quell’uscita burrascosa a Napoli Ranieri decide di sostituire Borriello, e non credo proprio perchè era il più stanco. Pressioni come queste non fanno altro che regalare agli avversari “punti” di vantaggio. Sinceramente poi non riesco a capire il cambio continuo di Menez alla fine del primo tempo. Credo che questo sia un talento davvero cristallino ed è l’unico che riesce a saltare l’uomo con una facilità spaventosa, ad innescare azioni di rapida ripartenza ed arrivare sistematicamente sul fondo. Sempre a Napoli toglierlo per inserire Brighi costituisce un doppio errore: si dà maggior respiro alla difesa avversaria e si trasmette una sensazione non dico di paura ma certo di eccessiva prudenza, regalando agli avversari una maggiore intraprendenza.
C’è anche un altro elemento che ritengo fondamentale per giustificare la delusuione attuale. Mi riferisco ai proclami estivi che, giustificati dall’impresa dello scorso anno, hanno anche inconsciamente dato al tifoso la certezza di un altro campionato super con la possibilità concreta di superare Inter e Milan. Questa pressione mediatica ha probabilmente influito negativamente anche sui giocatori ai quali in questo momento effettivamente va tutto storto. Forse anche come nell’ultima stagione Spallettiana (quella del sesto posto) la sconfitta in Supercoppa, dopo un’ottima prestazione, ha frenato l’entusiasmo in particolare di alcuni giocatori, e ha fatto perdere la fiducia a tutto l’ambiente.
Qualcuno se l’è presa pure con De Rossi. Certo non è sicuramente uno dei momenti più esaltanti della sua carriera, considerando anche i vari problemi personali. Ma credo siano critiche del tutto ingiustificate e ingenerose visto che Daniele ha giocato un numero impressionante di partite (nazionale compresa) ed è sempre un gladiatore in campo!
La mia speranza è che presto i ragazzi ritrovino la fiducia e quel pizzico di fortuna che ci porterà a risalire la china. Sono fermamente convinto che con l’attuale squadra siamo secondi solo all’Inter.  Ma in un campionato così lungo tutto può essere. Sono convinto che il cambio di allenatore non serve. Ranieri saprà riemergere da questa nsituazione perchè è un allenatore altamente preparato e personalmente lo stimo moltissimo. Mi meraviglio che non riscuota la fiducia che merita. Un’ultima cosa vorrei chiederti al riguardo di questa famigerata sua preparazione atletica. Perchè è stata criticata tanto?
Nel salutarti ti faccio ancora un grandissimo augurio per la rivista.
Saluti


La risposta di Daniele Lo Monaco:

Caro Gaetano, dovrei stampare subito un altro numero della rivista per dare esauriente risposta a tutte le tue domande, ma non è nello spirito della rubrica che abbiamo inaugurato sul sito. Qui, e lo dico anche per gli altri utenti che volessero scriverci, si richiedono domande dirette su argomenti specifici, non una panoramica a 360 gradi sulla Roma…;-). In ogni caso, nel numero di RR in uscita questo venerdì ho curato personalmente un’inchiesta sui motivi di questa disastrosa partenza e consentimi di non anticipare niente. Quanto alle tue valutazioni, quando si infila una serie di risultati sfavorevoli si possono individuare cause dietro ad ogni comportamento tenuto da squadra, giocatori, dirigenti. Come sai, per quanto mi riguarda preferisco affidarmi ai fatti e di quelli ho trattato sulla rivista, ma ho letto con interesse le tue considerazioni. Ti ricordo anche che se sei un ascoltatore di Rete Sport mi collego con loro dal martedì al sabato alle ore 18 e il lunedì mattina alle 9 per le varie considerazioni tattiche sulla partita del giorno prima. A presto.




La mail di Rodolfo:

Perché non giocare con il 4-3-3 : JULIO SERGIO; CASSETTI BURDISSO JUAN RIISE; DE ROSSI PIZZARRO PERROTTA; VUCINIC TOTTI BORRIELLO. Dato che è una squadra piena di centrocampisti centrali e con 5 attaccanti non sarebbe la soluzione tattica migliore? La difesa potrebbe giocare alta vicino al centrocampo (Ranieri usava questo metodo anche con la Juve) avendo 2 giocatori di corsa come Riise e Cassetti che potrebbero eventualmente coprire eventuali svarioni difensivi causati da fuorigioco non riusciti – il centrocampo dovrebbe principalmente dare una mano all difesa e a Pizzarro/De Rossi il compito anche di rifar partire l’azione – Totti,Borriello e Vucinic sarebbero liberi da compiti difensivi e potrebbero scambiarsi di ruolo più volte durante la partita, poiché sono tutti e 3 anche giocatori di movimento con buoni piedi.


La risposta di Daniele Lo Monaco:

Caro Rodolfo, credo che sia questa una delle soluzioni che Ranieri sta prendendo in considerazione, pur sapendo che, ad esempio, De Rossi si trova a disagio nella posizione di intermedio a centrocampo e che Borriello e Totti sono comunque punte centrali. Ma concordo con te che questo potrebbe essere tatticamente il male minore. A meno che non si trovi il coraggio per impostare la squadra con un 4-2-3-1 con qualche variante, a seconda dell’avversario: Taddei o Menez sulla destra, Vucinic o Adriano o Julio Baptista sulla sinistra, due fra Totti, Borriello e Perrotta per i due ruoli centrali (attaccante e trequartista). Per una versione o per l’altra, è indispensabile una difesa molto veloce e molto alta (e in questo senso Riise e Cassetti non sono proprio l’ideale).




La mail di Paolo Benedetti
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Caro Daniele,
Mi chiamo Paolo e nel corso del tuo intervento di sabato a “Rete Sport” ti ho inviato un sms con il quale ti chiedevo se, secondo te, giocando con il 4-3-1-2 la Roma non avrebbe avuto difficoltà a Monaco con una squadra che gioca molto sulle fasce. Ti chiedevo in definitiva se non si sarebbe corso il rischio di trovarsi nella seguente situazione tattica: De Rossi largo a sinistra, Perrotta o Brighi largo a destra e Pizarro solo soletto in mezzo. Giustamente tu mi hai risposto con un’altra domanda: “Ritieni che il Barcellona avrebbe modificato il suo sistema di gioco contro il Bayern per non avere lo stesso problema?”. La risposta è sicuramente no. Purtroppo la mia domanda era gioco forza compressa nelle “ristrettezze” di un sms. In realtà voleva essere più complessa. Tra i vari sistemi di gioco, quello che “odio di più” è quello con la difesa a 3 (a meno che non sia una difesa a tre stile Barça di Cruyff con Goichoechea terzino destro, Koeman difensore centrale e Ferrer terzino sinistro. Una 3 vera e non una 5 mascherata); ultimamente un altro sistema che detesto il 4-3-1-2 con un trequartista offensivo (Menez) dietro due punte centrali (Totti-Borriello). Ritengo che con questo sistema di gioco facendo i giusti raddoppi sulle fasce una squadra avversaria ti mette sempre in difficoltà. Del resto, a quanto mi consta, non esiste alcuna squadra europea di vertice che adotti un simile sistema di gioco (un po’ come la difesa a tre). Io, ad esempio, giocherei con il 4-4-2 con Vucinic e Menez esterni alti e Totti Borriello in avanti, o, al limite, con il 4-3-3 con Vucinic Menez esterni e Totti (o Borriello) in mezzo. Così la squadra coprirebbe meglio il campo; un po’ come il Barcellona che in fase difensiva abbassa gli esterni a copertura (mantenendo però sempre un baricentro molto alto). Certo, però qui a Roma sembra che se fai giocare Menez esterno alto compi un sacrilegio: in quella posizione si sono “sacrificati” giocatori come Boban, Savicevic, Thomas Muller, Podolsky, C.Ronaldo, Beckham, Giggs, Henry e Messi nel Barcellona, Eto’o e Balotelli,  ma Menez no, per carità, deve giocare centrale. Per Menez si dice “certo che va male, lo fai giocare terzino….”. Tralasciando i casi citati, ti chiedo: giocano forse terzini Alvarez e Ghezzal o Rivas o Kutuzov nel “nostro” Bari?
Qui però si tocca un altro punto che riguarda il nostro allenatore. Tempo fa mandai un sms a Rete Sport in cui ricordai una “massima” di Galeone che più o meno recitava così “Ogni piazza ha un suo DNA. Quella di Roma e della Roma ha il DNA di chi vuole perseguire il risultato attraverso il bel gioco”. Ed è per questo che noi abbiamo amato Liedholm, Eriksson, Zeman e Spalletti. Ed è per questo che la maggior parte dei tifosi (io per primo) ricorda con maggiore affetto Zeman, l’allenatore dei quattro derby persi in un anno, l’allenatore della sconfitta record con la Lazio (1-4) più di Capello, l’allenatore di uno scudetto, di tanti derby vinti (anche con risultati eclatanti come 4-1 e 5-1) e solo uno perso. Io ritengo che Ranieri non incarni quella tipologia di allenatore che ci piace tanto e, pur essendo d’accordo con te nel non ritenerlo la reincarnazione di Sonetti, credo che un nuovo progetto debba partire da un nuovo tecnico
Con affetto
Paolo Bedetti
PS: Mi piacerebbe leggere, magari anche sulla rivista, un Tuo parere in merito.

La risposta di Daniele Lo Monaco:

Caro Paolo, sul calcio abbiamo idee molto simili. Per me resta valido l’assunto di base: io sono convinto che una squadra debba avere un suo sistema di gioco chiaramente riconoscibile, salvo poi trovare gli adeguati accorgimenti nel momento in cui si dovesse trovare di fronte un avversario tanto scaltro tatticamente da metterti in difficoltà. In questo senso, l’avvio di stagione di Ranieri è stato un disastro. Avendo una squadra in chiara difficoltà mentale e atletica, ha pensato di doverla supportare schierandola ogni volta a specchio degli avversari, finendo invece con il toglierle le poche certezze che aveva. Un errore clamoroso, di cui lui per primo sta pagando dazio, tanto da essere passato da una sopravvalutazione evidente ad una crocifissione immeritata. Ranieri per me è un buon tecnico, che in passato (alla Juventus, al Parma, al Valencia, soprattutto) aveva mostrato buon calcio, idee chiare, squadra corta, difesa attenta e alta, buona predisposizione offensiva. Non ha il calcio d’attacco nel dna, e su questo sono d’accordo con te. Ma nell’attesa di Ancelotti è forse la miglior soluzione possibile…


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