RIVISTA ROMANISTA
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Archivio: ‘in edicola’

11-adriano-copertina-rivista-romanistaNumero speciale di 128 pagine

PRIMA LINEA di Artefatti – pagina 5

CANTO LIBERO di Daniele Lo Monaco – pagina 7

L’ANNO CHE STA ARRIVANDO: IL CAMPIONATO 2010-2011 – pagina 10

SPECIALE RITIRO: “CHIARO E BRUNO” di Daniele Lo Monaco – pagina 12

AESSEROMARTISTI A RISCONE fotoservizio Cecchetti – pagina 24

SIAMO STATI NEL FUTURO, VI SPIEGHIAMO COM’E’ di Emanuele Russo – pagina 26

LA STAGIONE 2009-2010 – pagina 33

L’ALMANACCO 1927-2010 – pagina 69

Una squadra speciale e una rivista all’altezza

Posted by admin On agosto - 5 - 2010

Leggete passato, presente e futuro della Roma
Mai così in linea con le ambizioni della tifoseria

Rifacendo un po’ i Conti, viene fuori che la Roma parte in prima fila nella griglia del campionato (con un avvio che pare fatto apposta per far entrare direttamente le majorettes all’Olimpico la sera del 26 settembre, quinta giornata, Roma-Inter, seconda partita impegnativa dopo Inter-Roma di Supercoppa del 21 agosto), nel gruppone delle più forti in quella della Champions, con una rosa numericamente e tecnicamente più consistente dell’anno dei record, con un futuro societario finalmente limpido e un presente rassicurante. Bene. Ma non va tutto bene, non andrà tutto bene. E quindi è meglio restar cauti. Ad esempio il maggior investimento tecnico del mercato, Adriano, è una scommessa i cui destini venti giorni di preparazione non hanno ancora svelato: quella splendida macchina di muscoli e nervi al servizio di una tecnica sopraffina che ha stupito il mondo del calcio negli anni 2002-2006 è ancora inceppata. A volta si mette in moto e ti sembra di sentirne il ruggito, ma non basta per decretarne la rinascita. E purtroppo la complessità della sua messa a punto non dipende solo da qualche chilo in più che ne offusca semmai la brillantezza estetica. Di sicuro il ragazzo – perché di ragazzo ancora si tratta – ce la sta mettendo tutta. E il suo tentativo merita tutta la poesia con cui lo si sta accompagnando.

Non va ancora tutto bene neanche per Ranieri: i primi test – da Riscone a Parigi – sono stati confortanti, ma mancano ancora troppi giocatori importanti per poter valutare la squadra nel suo insieme. Al momento in cui scriviamo i due Burdisso e Behrami sono ancora una speranza, ma siamo certi che faranno tutti e tre parte della rosa. Si sa solo, e per ora basta, che se tutti riusciranno a trovare la forma migliore, questa squadra sarà fortissima, e seconda solo all’Inter. Di sicuro, più forte di Juve e Milan, che piuttosto devono guardarsi le spalle da un plotoncino di agguerrite concorrenti guidate dal nuovissimo Genoa di Gasperini. Non va tutto bene neanche in società, al di là delle diplomatiche ancorché piuttosto illuminanti dichiarazioni di un ispiratissimo Bruno Conti: Montali è ancora un corpo estraneo rispetto agli altri dirigenti e forse anche rispetto a qualche giocatore di riferimento. Niente di irrisolvibile, ma servirà l’impegno di tutti per trovare le migliori soluzioni. Di sicuro l’estate fornisce motivi di ottimismo in misura superiore rispetto a quelli di pessimismo. E basta poco per avere un’idea più chiara: appuntamento a Milano, sabato 21 agosto.

Nel frattempo abbiamo preparato un numero specialissimo di RR in grado di accompagnarvi fino a quando la stagione non sarà entrata nel vivo. 128 pagine, mantenendo lo stesso prezzo, con passato, presente e futuro della Roma sotto diversi punti di vista. Con le foto, le dichiarazioni, le date, le anticipazioni e un’intervista RR style. Ormai chi accetta il confronto con le nostre domande sa che non può nascondersi dietro risposte di comodo.

P.S. Per una volta non ho parlato di Totti. A parlare per me è Tonino Cagnucci, autore di un libro, che trovate in offerta speciale in allegato alla rivista, che a volte riesce nell’impresa di avvicinare la grandezza del soggetto a quella dello scrittore. Buone letture.

RR_10bassaPRIMA LINEA di Artefatti pagina 5
CANTO LIBERO di Daniele Lo Monaco pagina 7
LA SVOLTA SOCIETARIA di Tiziano Riccardi pagina 10
L’INTERVISTA – DONI: “ORA PARLO IO” di Daniele Lo Monaco pagina 12
ULTIME NOTIZIE di Ugo Trani pagina 19
CECCHINI SU TRIGORIA di Massimo Cecchini pagina 21
L’ANTIPAZZO di Fabio Maccheroni pagina 23
UN CLASSICO di Giuseppe Manfridi pagina 25
RADICI di Federico Nisii pagina 27
LINEA LATERALE di Marco Cherubini pagina 29
VEROMA di Bruno Fabris pagina 30
IL TABELLONE DELLA COPPA pagina 32
SPECIALE MONDIALE – SUDAFRICA 2010 pagina 34
SEMBRA IERI – “MARCELLO LIPPI” pagina 68
LA RECENSIONE di Federico Beciani pagina 71
LA ROMA A TEATRO – DIECI PARTITE pagina 72
LA BANDA FAMIGLIA – AESSEROMARTISTI pagina 74
TESSERE O NON ESSERE di Del Frate-Beciani pagina 76
STRAMA LA VITA di Oddi-Mizzoni pagina 84
ALLIEVI A CINQUE STELLE di Francesco Oddi pagina 86
RASSEGNA STAMPA di Rivista Romanista pagina 88
GIANFRANCO GIUBILO di Tiziano Riccardi pagina 92
ROMANISTI IN AZIONE di Emanuele Russo pagina 94
IO C’ERO di Mimmo Ferretti pagina 98

Se l’uomo dei sogni è romano e romanista

Posted by admin On luglio - 16 - 2010

Grazie a Rosella Sensi per l’impegno e i risultati,
il futuro è nelle mani del costituente Daffinà. Che…

Il primo numero di Rivista Romanista che non potrà avere tra i suoi lettori
Giampiero Scalamogna – Gepy & Gepy il nome d’arte che gli sopravviverà,
come la gloria per aver composto musica e gran parte del testo di Roma, Roma,
l’inno più bello del mondo – è un numero primo che comunque non può provare
solitudine. Perché nuovi investitori stanno credendo nel prodotto che facciamo,
perché nuove aziende partner collaboreranno a rendere la rivista sempre migliore
e più competitiva, perché non esistono altre pubblicazioni che hanno condensato
in 32 pagine le 64 partite del mondiale aggiungendo ad ogni gara un motivo pro-
fondamente romanista (grazie, al riguardo, agli attivissimi ragazzi della scuola
di giornalismo Fuorionda), perché ripartiamo nella nuova stagione con un’altra
intervista esclusiva e discretamente interessante, perché continuiamo la nostra
battaglia sulla tessera del tifoso questa sì, in discreta solitudine, ma soprattut-
to, e ovviamente, perché l’8 luglio scorso Rosella Sensi ha firmato un accordo di ven-
dita dell’As Roma che dal 26 luglio diventerà operativo. Il che significa che dal 26
luglio in poi ogni giorno potrà essere buono per un nuovo compratore che volesse
acquistare l’As Roma, ad un prezzo non inferiore ai 100 milioni di euro ma che vero-
similmente potrà variare tra i 120 e i 180 milioni di euro. E la decisione non spet-
ta più a Rosella Sensi, ma ad un advisor di caratura internazionale.
E quì si innesta un’altra considerazione, che sottoponiamo alla vostra atten-
zione. Non è stato ancora stabilito da un punto di vista contrattuale, ma
l’advisor già contattato è Banca Rothschild, banca d’affari di fiducia di
Unicredit e rispondente ovviamente a tutti i requisiti di serietà ed affidabilità
necessari per questo tipo di impresa. Basta scorrere sul sito della Banca i clienti
che si sono affidati ai loro servizi per capirne l’autorevolezza: solo per citare i
più recenti in Italia, una vendita di un ramo d’attività di Intesa San Paolo a una
società statunitense per 1750 milioni di euro, la vendita di asset Alitalia per oltre
1000 milioni, la ristrutturazione del debito di Tiscali per 790 milioni. Un aspetto forse sottovaluta-
to è che l’amministratore delegato per l’Italia di Banca Rothschild è Alessandro Daffinà, un distinto
signore molto romanista che tra le varie carte di credito nel suo portafoglio ha anche la tessera
numero 28 da costituente dell’Azionariato Popolare My Roma. Non solo, dunque, l’uomo dei sogni
ha anche un motivo di cuore per scegliere al meglio il successore di Rosella Sensi, ma non sarebbe
poi così sorprendente se nelle sue considerazioni tenesse nel giusto conto anche l’opportunità di con-
sentire una sponda finalmente non più solo virtuale ad un progetto così affascinante. Detto questo
va riconosciuto nel modo più adeguato lo sforzo che Rosella Sensi ha fatto e continuerà a fare fino
all’ultimo giorno in cui gestirà la Roma. Magari un giorno si dedicherà alla politica – forse il sot-
tosegretario alla presidente del Consiglio Letta ne sa qualcosa – magari continuerà a dedicarsi
all’impresa. Di sicuro è stata una grandissima e degna presidente per l’As Roma. Con molti pregi ed
intuizioni di straordinaria efficacia e diversi difetti su cui non è stato facile discutere in una città che
preferisce le vie brevi dell’assolutismo fazioso a quelle più efficaci dell’approfondimento colto.

adriano-roma-flaminio-artefattiPRIMA LINEA di Artefatti – pagina 5
CANTO LIBERO di Daniele Lo Monaco – pagina 7
IN TUTTI I SENSI di Emanuele Russo – pagina 10
L’INTERVISTA – WALTER VELTRONI di Daniele Lo Monaco – pagina 12
ULTIME NOTIZIE di Ugo Trani – pagina 19
CECCHINI SU TRIGORIA di Massimo Cecchini – pagina 21
ARIDATECE PELAGALLI di Maurizio Catalani – pagina 23
UN CLASSICO di Giuseppe Manfridi – pagina 25
RADICI di Federico Nisii – pagina 27
ARIDATECE KAMMAMURI di Paolo De Lazzaro – pagina 29
LINEA LATERALE di Marco Cherubini – pagina 31
SEMBRA IERI – DANIELE DE ROSSI – pagina 32
L’INCHIESTA: “NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO” – pagina 35
LA RECENSIONE di Valerio Acri - pagina 69
DIECI PARTITE di Gianluigi D’Orsi – pagina 70
DUE CAMPIONI AL TOP di Daniele Petroselli – pagina 72
ESCLUSIVO GIANNINI di Tiziano Riccardi – pagina 74
SUDAFRICA 2010: “UNO DI NOI” di Matteo Tomaselli – pagina 80
IL CALENDARIO DEI MONDIALI – pagina 84
AESSEROMARTISTI di Poni Maroni – pagina 86
RASSEGNA STAMPA di Rivista Romanista – pagina 90
ALESSANDRO ANGELONI di Tiziano Riccardi – pagina 94
SONDAGGIO TE PER TRE di Federico Beciani - pagina 96
IO C’ERO di Mimmo Ferretti - pagina 98

Le memorie di Adriano – Le certezze della Rivista

Posted by admin On giugno - 21 - 2010

misterno-300x300Ai meno dotati d’ironia magari va spiegato il beffardo graffio di Bobo Artefatti che ha trasformato l’irriverente sciarpa inconsapevolmente mostrata da Adriano ai fotografi nel giorno della sua presentazione (foto qui sotto) in una irriverente promessa d’intenti che abbiamo immediatamente adottato a memoria futura. Il brasiliano è arrivato (e questo è un bene) a Roma preceduto (e questo è il male) da una fama di scarsa solidità fisica e caratteriale così forte da annullare tutto quello che di lui si diceva prima di questo progressivo e inarrestabile crollo. E cioè che fosse un attaccante in grado di riscrivere la storia moderna del calcio per la sopraffina capacità tecnica applicata ad un fisico mostruosamente potente. Rivederne le gesta negli immancabili servizi che ci hanno traghettato dall’amarezza del finale di stagione al mondiale sudafricano è stato inebriante e frustrante allo stesso tempo: sarà in grado l’attaccante brasiliano di rimettere indietro le lancette del suo orologio e tornare ai fasti dei primi anni italiani? Se sarà così, la Roma è destinata ad una grandissima stagione e i dirigenti che l’hanno portato a Trigoria a costo zero all’imperitura riconoscenza dei tifosi. Il timore è che di pari passo con i chili che dovrà progressivamente smaltire Adriano si attesterà su una serie di stadi di forma intermedi che potrebbero essere più o meno utili alla causa. Chi scrive resta scettico sull’efficacia dell’operazione, ma s’è convinto che un tentativo andava fatto. E allora forza Roma e forza Adriano: mantieni, come ha chiesto Ranieri, quel sorriso che anche noi abbiamo evocato con la nostra copertina.

Una cosa che invece il sorriso rischia di farlo sparire è quell’assurdo provvedimento della tessera del tifoso, che provocherà un calo immediato negli abbonamenti stimato intorno al 20-30%, e a gioco lungo una nuova disaffezione di chi vede sempre più complicato l’accesso allo stadio. Il numero che avete in mano è forse il più ricco della storia di RR: non solo per la tripla scelta commerciale ormai compiuta in edicola (la rivista da sola, la versione col cd con le radiocronache di Rete Sport di Paglia e Bersani, la versione con gli occhiali per fare sport anche sotto il sole più cocente), ma anche per la larga gamma di argomenti toccati all’interno, per le interviste, le opinioni, le inchieste, le testimonianze, i ricordi, i sorrisi, le notizie, i sondaggi. Sono stati giorni di duro lavoro, e ora siamo orgogliosi che voi possiate apprezzarlo. Questa, almeno, è la nostra speranza.

In edicola il numero di giugno 2010 di Rivista Romanista

Posted by admin On maggio - 22 - 2010

rivsta-romanista-giugno-2010

Prima linea
di Artefatti

Canto Libero
di Daniele Lo Monaco

Sembra ieri
di Emanuele Russo

Claudio Ranieri
di Ugo Trani

Mirko Vucinic
di Tiziano Riccardi

Jeremy Menez
di Federico Nisii

David Pizarro
di Massimo Cecchini

Francesco Totti
di Maurizio Catalani

Nicolas Burdisso
di Dario Bersani

Luca Toni
di Marco Cherubini

Julio Sergio
di Giuseppe Manfridi

Daniele De Rossi
di Fabio Maccheroni

John Arne Riise
di Paolo De Lazzaro

Diecipartite Atto-Terzo
di Paola Conte

La Roma in campo
Coppa loro

Settore giovanile
di Mizzoni-Oddi

La grande rincorsa
di Beciani, Russo e Tomaselli

Rassegna Stampa
di Rivista Romanista

AAesseRomArtisti
di Marco Conidi

Sondaggio Te per Tre
di Federico Beciani

No alla tessera
di Emanuela Del Frate

Quando l’amore non è questione di centimetri

Posted by admin On maggio - 22 - 2010

Rosi sfiora il palo che prese Milito: così si spiega
tutto (o quasi). Ma la passione resta roba nostra

Dunque, non è successo. Godono (poco e anche male, a leggere gli striscioni volgari e sgrammaticati esposti con orgoglio dai giocatori) i tifosi dell’Inter e quelli che non sanno e non hanno nulla di loro da amare, quelli che gioiscono solo delle sofferenze altrui. Ma vanno compatiti e aiutati come orfanelli, non biasimati. Vanno capiti se non hanno neanche la soddisfazione di vederci tristi. Mentre scrivo, poche ore dopo la fine del campionato, su Sky trasmettono immagini da due punti diversi del mondo: in uno la splendida folla di tifosi che ha atteso la Roma a Fiumicino di ritorno da Verona, nell’altro lo sciame dei tifosi interisti in piazza Duomo, pochi, mesti, spenti. Chi tifa Roma non perde mai, diceva uno splendido striscione esposto al Bentegodi, subito adottato nell’immaginario collettivo per spiegare meglio di ogni articolo di fondo la nostra magnifica filosofia. Questo è sempre stato, questo sempre sarà. E in un’epoca in cui conta solo il primo posto, nel perseguimento del quale ogni comportamento anche illecito ormai viene compreso e addirittura incoraggiato, alziamo in cielo la nostra bandiera di sconfitti. Sì, abbiamo perso, ma ci abbiamo provato fino alla fine, con mezzi inferiori, in condizioni peggiori, senza mai cercare scorciatoie, ma ci abbiamo provato. E ci stavamo quasi riuscendo. Perché il destino con noi si diverte. E quando a pochi minuti dalla fine di Siena-Inter Rosi (Rosi…) ha sbagliato il cross indovinando una traiettoria che stava giusto per spegnersi all’incrocio dei pali fuori dalla portata di Julio Cesar, abbiamo capito subito perché invece è finita due centimetri più in là. Abbiamo capito che il miracolo sarebbe stato possibile, il destino ci ha anche fatto vedere come, ma poi non c’è stato. E allora accettiamo il nostro verdetto di secondi. Ecco perché Milito quella sera al 94’ ha preso il palo. Perché poi Rosi l’avrebbe sfiorato. Non potevamo vincere per un centimentro. L’abbiamo perso per due.

SECONDO NOI, adesso, dobbiamo sostenere la ritrovata compattezza per ricominciare tutti insieme tra tre mesi. Secondo noi la proprietà deve fare i suoi passi, cominciando con il ridurre i prezzi degli abbonamenti e ripensando il provvedimento della tessera del tifoso (il nostro punto di vista al riguardo è espresso in ultima pagina). Secondo noi sulla squadra vanno fatte scelte illuminate: tra introiti in arrivo e cessioni intelligenti si possono-devono reperire risorse per un acquisto d’eccezione (una punta?) e altri mirati (tre esterni, un difensore): Pradè e Conti (e Montali?) sanno come fare. Sia dato il giusto sostegno all’attuale proprietà per portare avanti il progetto dello stadio – condizione irrinunciabile per guardare con serenità al futuro – anche attraverso l’azionariato popolare.

Nel frattempo godetevi questo numero di Rivista Romanista. Lo abbiamo realizzato con un’idea di fondo: che comunque fosse andata, questa squadra e questa stagione avrebbero meritato identica celebrazione. Sono stati degli eroi. Siamo stati degli eroi. Noi, tifosi, a crederci. Loro, in campo, a farlo. Vi amiamo. Noi che sappiamo farlo.

In edicola il numero di maggio 2010 di Rivista Romanista

Posted by admin On aprile - 16 - 2010

maggio-2010PRIMA LINEA
di Artefatti pagina 3

CANTO LIBERO
di Daniele Lo Monaco pagina 5

50 MOTIVI PERCHE’… SI’
di Tiziano Riccardi pagina 8

L’APPROFONDIMENTO
“414 PUNTI SOTTO” di Tiziano Riccardi pagina 10

ULTIME NOTIZIE
di Ugo Trani pagina 19

L’ANTIPAZZO
di Fabio Maccheroni pagina 21

UN CLASSICO
di Giuseppe Manfridi pagina 23

CECCHINI SU TRIGORIA
di Massimo Cecchini pagina 25

LINEA LATERALE
di Marco Cherubini pagina 27

L’INTERVISTA “SERGIO CRAGNOTTI”
di Daniele Lo Monaco pagina 28

LA ROMA IN CAMPO “UNITI ALLA META”
pagina 35

AULA MAGNA
di Simone Beccaccioli pagina 49

RADICI
di Federico Nisii pagina 67

LA RECENSIONE
di Matteo Tomaselli pagina 69

SEMBRA IERI
“Io, Coca Cola” pagina 70

“METTIAMO LE FIRMS”
di Emanuela del Frate pagina 72

ARIDATECE KAMMAMURI
di Paolo De Lazzaro pagina 81

AESSEROMARTISTI IN CAMPO
pagina 82

RASSEGNA STAMPA
di Rivista Romanista pagina 84

ANGELO MANGIANTE
di Tiziano Riccardi pagina 88

SIAMO TIFOSI DELLA ROMA
di Banale-Nini pagina 90

A PROPOSITO DEL ROMANISTA
di Catalani-Fotia pagina 92

SONDAGGIO TE PER TRE
di Federico Beciani pagina 94

IO C’ERO
di Mimmo Ferretti pagina 98

Semo fatti cor pennello e tutti famo innamorà

Posted by admin On aprile - 16 - 2010

misterno

Segnali divini ci introducono in un mondo nuovo,
il destino dipende da noi: è scoccata L’ora nostra

Resta solo da capire se il mondo nuovo in cui viviamo da qualche settimana è davvero un nuovo mondo. Ci vorrà poco a saperlo. Massimo trenta giorni, minimo due: si comincia dopodomani, davanti ai cuginastri ormai salvi dalla B – non dal loro destino di laziali – si finisce tra un mese, quando finirà il campionato più pazzo del mondo e allora sarà chiaro se tutti questi segnali divini (i pali di Milito, le papere di Consigli e Julio Cesar, il ritorno del capitano, il pareggio di Kroldrup, le due reti del Catania, l’incredibile serie positiva e quanti altri ne potremmo raccontare) saranno il marchio della nostra felicità o l’arma che devasterà la piaga della disillusione.

Roma nostra ogni volta che riaccende il sole si scopre più bella, e stavolta un po’ di più. Chissà se è vero che nel calcio si può vincere anche così. Proprio così – partendo da meno 14 – non è mai accaduto. E poi farlo qui, farlo noi, farlo oggi… Lo scudetto dell’83 l’abbiamo preparato per due anni, quello del 2001 era nostro già a settembre, stavolta a novembre avevamo qualche triste avanguardista che invocava la retrocessione e i più ottimisti che speravano nel quarto posto, tra i sorrisi di compatimento della maggioranza. Razionalmente, in effetti, il primo posto raggiunto nel meraviglioso pomeriggio di domenica scorsa non ha spiegazioni. Che cosa abbia inceppato il motore dell’Inter lo dirà la storia, la cronaca può solo ipotizzarlo. Quel che è certo è che i percorsi delle due squadre del girone d’andata e del girone di ritorno non sembrano compiuti dagli stessi giocatori: nelle prime diciannove giornate loro hanno totalizzato 45 punti (la Roma 32), 22 nelle successive quattordici (la Roma 36).

Solo un’altra volta abbiamo compiuto una rincorsa di simile bellezza, e finì male col Lecce. Forse è una cosa di questo tipo che ci aspetta e allora tanto vale convincersi che è ineluttabile: farà meno male. Ma potrebbe anche non essere così, ammettiamolo (in fondo, adesso, il calcolo matematico della probabilità favorisce la Roma), ma che esperienza sarebbe? Epica, mistica, extrasensoriale? Chissà se è vero che nel calcio si può vincere anche così. Noi, che non diamo alcun peso alla scaramanzia, abbiamo deciso di titolare come facemmo per il numero di maggio del 2001 con rosso&giallo: L’ora nostra. Lo sarà comunque. E nel delirio ripensiamo alle lezioni dei nostri vecchi artisti, di chi scrisse e cantò semo regazzi fatti cor pennello. Guardateli, i nostri regazzi. Trovatene uno nervoso in campo, trovate una tifoseria più bella, trovate un allenatore più sereno o più bravo di quel pischello che ci guida dalla panchina, trovate un capitano più gagliardo del nostro, un parco dirigenziale più competente, un presidente con un miglior rapporto risultati/anni di gestione: le migliori professionalità stanno qui, con i migliori colori e le poesie più emozionanti. E le regazze famo innamora’. Per estensione, e tutta Italia famo innamora’. Perché ora tifano tutti per noi. Ma noi de più. Daje.

Daniele Lo Monaco