RIVISTA ROMANISTA
LOG-IN ABBONATI | ABBONAMENTI | PUBBLICITA' | RSS


ISCRIVITI ALLA NOSTRANEWSLETTER RR

Archivio: ‘in edicola’

In edicola il numero di marzo 2010 di Rivista Romanista

Posted by admin On febbraio - 12 - 2010

marzo-rr3 – Prima linea di Artefatti

5 – Canto libero di Daniele Lo Monaco

8 – Arrigo Sacchi “Totti e Ranieri straordineri” di Tiziano Riccardi

10 – L’inchiesta “Rosella Sensi” di Lo Monaco-Riccardi

19 – Ultime notizie di Ugo Trani

21 – Il disonorevole Bersani di Dario Bersani

23 – Un classico di Giuseppe Manfridi

25 – Cecchini su Trigoria di Massimo Cecchini

27 – Linea laterale di Marco Cherubini

28 – Gino Zavanella “In curva in piedi” di Emanuele Russo

33 – L’antipazzo di Fabio Maccheroni

34 – Aridatece Pelagalli di Maurizio Catalani

35 – La Roma in campo “La freccia roscia”

67 – Radici di Federico Nisii

69 – La recensione di Roberto Pompili

71 – I dimenticati di Francesco Oddi

72 – Giuseppe D’Onofrio “Io resto della mia” di Daniele Lo Monaco

80 – Sembra ieri “Franco Baldini e Alessandro Moggi”

83 – Aridatece Kammamuri di Paolo De Lazzaro

84 – Rassegna stampa di Rivista Romanista

88 – Roberto Renga di Tiziano Riccardi

91 – Siamo tifosi della Roma di Alessandro Nini

94 – Sondaggio Te per Tre di Federico Beciani

98 – Io c’ero di Mimmo Ferretti

La Roma merita di più, e forse anche Rosella

Posted by admin On febbraio - 12 - 2010

Il confine del sogno lo traccia Moratti: perché la corsa infinita della Roma si normalizza solo al confronto con quella che da quattro anni sta facendo l’Inter. Ma non è giusto, da qualsiasi lato la si guardi, non è giusto. La squadra di Ranieri sta compiendo un’impresa che meriterebbe ben altra eco. Solo nell’ultimo mese, ha affrontato a stretto giro di posta Triestina e Udinese in coppa Italia, Genoa, Juventus, Catania, Siena e Fiorentina in campionato: sette partite, ventuno punti, solo vittorie, zero pareggi, zero sconfitte, quattordici gol fatti, tre subiti. È un cammino entusiasmante, da riempire ogni volta un Old Trafford più che un Olimpico, meriterebbe sfilate d’onore, giri di campo festanti, circhi massimi e archi di trionfo. E invece sembra solo lo starnuto di un micetto: carino, ma passi a cose più serie. Non è una bella prospettiva: vinciamo tutte le partite, inanellando esultanze su esultanze, trionfando su campi perfidi, eleggendo nuovi eroi, e bene che andrà arriveremo secondi. Ma chi ha scritto le istruzioni di questo gioco?

Al momento attuale, ci confortano tre pensieri: 1) che l’Inter dovrà venire all’Olimpico in campionato e quel giorno si rifaranno i conti. Mentre stampiamo questo numero della rivista non sappiamo ancora il risultato del recupero di Parma, ma comunque sia andato cambierà ben poco. Otto, dieci o undici punti di distacco adesso sembrano un dettaglio: la Roma sta facendo il massimo e prima o poi la ruota girerà al contrario mentre l’Inter ha tutta l’aria di poter finire la stagione come l’ha cominciata. Ma qui dovranno venire e la prospettiva resta allegra: non si vive di soli scudetti. 2) che al 90% la Roma si giocherà la stella d’argento in un’altra finale di Coppa Italia, probabilmente e ancora proprio contro l’Inter. In ogni caso, un altro trofeo in palio allo stadio Olimpico: non vediamo l’ora. 3) che il valore degli avversari in Europa League – compresi il Liverpool e la Juventus – ci consente di sperare di poter filare anche dritti ad Amburgo, il 12 maggio. Sarebbe un modo fantastico di prenderci quelle soddisfazioni che adesso ci sembrano negate. E’ solo una speranza, certo, ma non per caso siamo romanisti.

E mentre la Roma vola c’è venuto in mente di sfruculiare i nostri lettori su un argomento che ci sta a cuore: Rosella Sensi. Qualcuno ci ha chiesto perché finora non ci siamo schierati in questa sorta di faida fratricida tra tifosi, perché non abbiamo urlato il nostro sdegno con una parte o con un’altra, con Rosella o contro, magari insultando a prescindere, ora va di moda così. Ma se non l’abbiamo fatto è perché le posizioni sono troppo radicalizzate e il momento storico non giustifica teorie talebane. E poi non siamo d’accordo con i parametri di riferimento: un presidente non si può giudicare solo dai risultati del momento (per cui a ottobre erano tutti contro e adesso la maggioranza è a favore), ma dalla gestione finanziaria e tecnica, dal senso sportivo, dalla sensibilità sociale, dalla competenza. E in questo senso il sondaggio che stiamo facendo da qualche settimana, quello che trovate nelle ultime pagine della rivista, ci sembra ingeneroso. Neanche un voto per Rosella Sensi: strano. Ma pensate per un attimo a che cosa diventerebbe questa Roma se la figlia avesse la dote del padre: 200 milioni di euro. Noi ci abbiamo pensato. Ora pensateci anche voi.

In edicola il numero di febbraio 2010

Posted by admin On gennaio - 15 - 2010

PRIMA LINEA di ARTEFATTI – PAG. 3

CANTO LIBERO – di DANIELE LO MONACO – PAG- 5

PADRON ‘TONI – di EMANUELE RUSSO – PAG. 8

AZIONARIATO POPOLARE “La Roma alla finestra” – di RUSSO-TOMASELLI – PAG. 10

MICHELANGELO FOURNIER “Quegli angeli sugli stadi” – di DANIELE LO MONACO – PAG. 20

BOBBY SOLO di Fabrizio Battisti – PAG. 26

PETRINI NON DIMENTICA di Daniele Lo Monaco – PAG. 28

ZAMPA: PER VOCE MUTA di Tiziano Riccardi – PAG. 30

ULTIME NOTIZIE di Ugo Trani – PAG. 34

LA ROMA IN CAMPO – PAG. 35

AULA MAGNA di Simone Beccaccioli – PAG. 63

RADICI di FEDERICO NISII – PAG. 67

IL DISONOREVOLE BERSANI di Dario Bersani – PAG. 71

UN CLASSICO di Giuseppe Manfridi – PAG. 73

CECCHINI SU TRIGORIA di Massimo Cecchini – PAG. 75

ARIDATECE PELAGALLI di Maurizio Catalani – PAG. 77

LINEA LATERALE di Marco Cherubini – PAG. 79

L’ANTIPAZZO di Fabio Maccheroni – PAG. 81

04ARIDATECE KAMMAMURI – di Paolo De Lazzaro – PAG. 83

RASSEGNA STAMPA di Rivista Romanista – PAG. 84

STEFANO BOLDRINI di Tiziano Riccardi – PAG. 88

SIAMO TIFOSI DELLA ROMA di Alessandro Nini – PAG. 91

SONDAGGIO TE PER TRE di Federico Beciani – PAG. 94

IO C’ERO di Mimmo Ferretti – PAG. 98

’Na carozzella va, e per ora ci stiamo larghi

Posted by admin On gennaio - 15 - 2010

Non abbiamo scelto la Roma per vincere, in attesa di tempi migliori cominciamo a parlare di noi stessi

Non abbiamo scelto la Roma per vincere, quand’eravamo bambini. Noi no. Abbiamo avuto un’infanzia felice, qualcuno magari meno. Ma non abbiamo mai visto la squadra di calcio come il pretesto per riscattarci da una qualche frustrante quotidianità. Ma che c’entra il calcio?, che c’entra la Roma? A far le scelte comode, avremmo preferito la Juventus, il Milan, l’Inter, fregandocene di amori e passioni, amici e parenti, calore, colori e attrattive. Avremmo fatto come fanno i deboli di spirito, che si buttano sul carro del vincitore e si fanno portare: c’è poco spazio ma si sta al sicuro, a volte per tutta la vita. Ami poco, è vero, vivi nel grigio, ma non perdi mai. Noi no. Noi perdiamo. Noi prendiamo due gol nei secondi di recupero di una partita che stiamo vincendo. Oppure segniamo dopo 49 secondi e poi giochiamo tutta la partita in dieci. Ma quando vinciamo è più bello. Perché siamo la Roma. L’abbiamo scelta, e sempre per un motivo di stringente passione:?per papà, per l’amico, per l’amica, per tradizione famigliare o cittadina, magari solo per l’anima toccata quella prima volta che ci hanno portato all’Olimpico. Una scelta d’amore, non d’interesse. E nel momento in cui è successo, siamo cambiati per sempre. Abbiamo imparato a vivere, prima che a vincere. A condividere valori, a cantare fino alla morte, a innalzare i nostri color, ché ci vien dal profondo del cuor. Non è un caso se abbiamo avuto Amadei, e Losi, e poi Prati, e poi Di Bartolomei, Conti e Falcao, e poi Giannini, e poi Voeller, e poi Totti, Batistuta e De Rossi. Romanisti nati o acquisiti, “tesserati” per spirito, prima che per appartenenza. Vincenti d’animo, prima che di curriculum. Romanisti. Ogni epoca il suo eroe, e la storia continua.
Ma il calcio è cambiato e il pensiero corto che questi anni si portano dietro sta provando a globalizzare il tifo, spingendo anche i romanisti ad avvicinarsi alle fredde prassi di altre tifoserie. Esisto solo se vinco, e se non vinco andasse tutto in malora. C’è un che di antistorico in tutto questo, ma forse passerà, forse verrà il giorno in cui ci ritroveremo, in un giorno ancor più bello. In cui qualche Totti scriverà poesie con i piedi in uno stadio nostro, in cui dalla curva si potrà tifare anche in piedi, al cospetto di campioni allevati o arrivati non perché zio Paperone ce li ha comprati, ma perché il nostro modello di società ci avrà consentito investimenti ambiziosi, e non solo sul mercato. Forse quel giorno saremo tutti azionisti, tra un anno o cinquanta, chissà. Ma è bene cominciare a parlarne. E oggi che inizia un anno nuovo, l’anno del “10”, noi gettiamo un sasso nello stagno e apriamo la discussione, spiegando che animale sia questo azionariato popolare, e chi si è preso la briga di riunire le diverse anime del tifo, e parliamo di concezioni di stadi secondo il modello “italiano”, altro che inglese, di tifo e di tifosi, di ordine pubblico e curva sud, di sane gestioni e di vecchi riciclati. Nel calcio di Moratti e di Galliani, di Bettega e Lotito, di Della Valle e De Laurentiis, ‘na carozzella romana va, senza stranieri. Non sarà una carozzella vincente, per ora, ma dentro ci stiamo comodi, per ora. Noi siamo la Roma. Non ci piace vincere facile. E allora partiamo. Da noi.

In edicola il numero di gennaio 2010

Posted by admin On dicembre - 18 - 2009

rr3PRIMA LINEA di Artefatti – Pagina 3

CANTO LIBERO di Daniele Lo Monaco – Pagina 5

LA PRESENTAZIONE – WWW.FRANCESCOTOTTI.COM – Pagina 5

ESCLUSIVO DE ROSSI di Daniele Lo Monaco – Pagina 10

ULTIME NOTIZIE di Ugo Trani – Pagina 19

IL DISONOREVOLE BERSANI di Dario Bersani – Pagina 21

UN CLASSICO di Giuseppe Manfridi – Pagina 23

CECCHINI SU TRIGORIA di Massimo Cecchini – Pagina 25

LINEA LATERALE di Marco Cherubini – Pagina 27

L’APPROFONDIMENTO, ROMA-LAZIO 2-0 di Emanuela Del Frate – Pagina 28

ARIDATECE PELAGALLI di Maurizio Catalani – Pagina 34

LA ROMA IN CAMPO – Pagina 35

ROCK ‘N’ ROMA di Marco Conidi – Pagina 45

AULA MAGNA di Simone Beccaccioli – Pagina 63

RADICI di Federico Nisii – Pagina 67

L’INTERVISTA DOPPIA, SERRACCHIANI-MELONI di Chiara Maria Gargioli – Pagina 73

I DIMENTICATI di Francesco Oddi – Pagina 75

L’INCHIESTA, “TUTTI ESAURITI” – di Russo-Tomaselli – Pagina 76

RASSEGNA STAMPA di Rivista Romanista – Pagina 84

PIERO TORRI – di Tiziano Riccardi – Pagina 88

SIAMO TIFOSI DELLA ROMA di Alessandro Nini – Pagina 90

SQUADRA ROMANISTA di Alexander Di Cresce – Pagina 91

POSTA e risposta – Pagina 94

IO C’ERO di Mimmo Ferretti – Pagina 98

Ritrovata la Roma ora pensiamo al futuro

Posted by admin On dicembre - 18 - 2009

Un nuovo stadio dev’essere la priorità  per chiunque dovesse guidare la società

Sembrava tutto già compromesso, poco più di un mese fa. C’aggrappavamo alle irrazionali speranze tifose, ma non appena l’occhio ricadeva sulla classifica lo scoramento dilagava: il 28 ottobre, dopo l’ingiusta sconfitta di Udine, la Roma era quattordicesima, due punti indietro c’era la zona retrocessione, un punto indietro la Lazio, il quarto posto un miraggio disperso oltre l’orizzonte, nei discorsi solo disprezzo per una società non più in grado di garantire quei risultati minimi per poter continuare a vivere dignitosamente. Domenica sera, invece, dopo lo 0-0 di Marassi, l’occhio andava impertinente a guardare gli ormai minimi distacchi con le prime della classifica, alimentando sogni confortati dalle contemporanee sconfitte di Juventus e Milan. Nel segmento, la Roma ha tenuto il passo dell’Inter (undici i punti di distacco il 28 ottobre, undici oggi), ha recuperato tre punti al Parma, cinque alla Juventus e alla Fiorentina, sei al Genoa, addirittura nove alla Sampdoria, ne ha lasciato uno solo al Milan. Due pareggi e quattro vittorie in sei gare di campionato, più altri due successi in Europa League. Non c’è niente di casuale in simili ruolini: segno che Ranieri ha finalmente trovato la sua squadra e che in quella squadra gioca con continuità Francesco Totti. Dove può arrivare la Roma ora è presto per dirlo: ma è chiaro che il quarto posto deve essere considerato l’obiettivo minimo. Lo dice anche De Rossi.

A dar l’abbrivio giusto anche il derby contro la Lazio, aspro e brutto come spesso accade agli incontri dominati dalla paura di perdere. Ma poi è spuntato dal nulla Cassetti e il 6 dicembre è entrato nel calendario della nostra fantasia accompagnato dall’ironico cantico che anche noi, con un poster ancora in edicola, abbiamo contribuito ad alimentare. Guai farsi sfuggire le occasioni per goliardeggiare un po’ di questi tempi: così questo numero di RR è largamente dedicato a quella gaudiosa vittoria che per noi è terminata 2-0, se al piattone sporco di Cassetti si somma l’altro gol segnato prima della partita dalla Curva Sud. Guai, però, anche ad abbassare la guardia sui temi che RR ha deciso di trattare: quelli che riguardano il mondo dei tifosi anche al di fuori delle questioni del campo. E in attesa che si faccia luce sui casi che nello scorso numero abbiamo sottoposto all’attenzione dei nostri lettori (nella convinzione che finché le mele marce degli apparati statali saranno coperti dall’immunità non si può pretendere di aver incondizionato appoggio nel perseguimento di altri condivisibili obiettivi), stavolta abbiamo puntato il radar sull’evidente sproporzione che separa i destini del tifoso da salotto da quello che ancora resiste ad andare allo stadio. Ed è bene dire con chiarezza che a prescindere da come finirà la questione della possibile successione ai vertici della Roma, dev’essere assolutamente prioritario per chiunque guidi la società nei prossimi anni l’obiettivo di realizzare a breve-medio termine un nuovo stadio di proprietà. Abbandonando l’utopia del modello inglese, e cominciando magari a pensare a un modello italiano: con confort di ogni tipo, e va bene, ma lasciando la possibilità di seguire le partite in curva tifando come da queste parti s’è sempre fatto. Con passione e partecipazione fisica e vocale. “La curva che vogliamo” non è quella passiva dei tre minuti di silenzio del prederby, ma quella accalorata che ha trascinato la squadra nel B-Day. Quella che ama De Rossi.

Daniele Lo Monaco

In edicola il numero di dicembre

Posted by admin On novembre - 20 - 2009

RR 09-123 – PRIMA LINEA di Artefatti
5 – CANTO LIBERO di Daniele Lo Monaco
8 – LO STUDIO, TOTTI VALE 159 PUNTI – di Tiziano Riccardi
10 – ESCLUSIVO VUCINIC “SIAMO TROPPO BUONI” di Daniele Lo Monaco
19 – ULTIME NOTIZIE di Ugo Trani
21 – IL DISONOREVOLE BERSANI di Dario Bersani
23 – UN CLASSICO di Giuseppe Manfridi
25 – CECCHINI SU TRIGORIA di Massimo Cecchini
27 – AULA MAGNA di Simone Beccaccioli
28 – L’APPROFONDIMENTO, IL CASO CANNAVARO di Lo Monaco-Roscioni
34 – ARIDATECE PELAGALLI di Maurizio Catalani
35 – LA ROMA IN CAMPO, LA MINESTRA RISCALDATA (le partite)
67 – RADICI – di Federico Nisii
68 – NEWS – LA RECENSIONE di Giuseppe Manfridi
70 – L’INTERVISTA, ELSA DI GATI di Chiara Gargioli
73 – BENTORNATO KAMMAMURI di Paolo De Lazzaro
75 – I DIMENTICATI di Francesco Oddi
76 – L’INCHIESTA, STEFANO E GLI ALTRI di Emanuela Del Frate
83 – ROCK ‘N’ ROMA di Marco Conidi
84 – RASSEGNA STAMPA di Rivista Romanista
88 – STEFANO PETRUCCI di Tiziano Riccardi
90 – SIAMO TIFOSI DELLA ROMA di Russo, Riccardi, Beciani, Nini
94 – POSTA E RISPOSTA
98 – IO C’ERO di Mimmo Ferretti

Il dovere di non voltarsi dalla parte sbagliata

Posted by admin On novembre - 20 - 2009

Ho guardato e riguardato quelle immagini decine di volte. Richiudevo e ria- privo. Poi richiudevo, poi riaprivo. Quel volto scomposto e violentato, rigido e gonfio, atterrito, spaventato. Sventrato da mani feroci, altro che da scalini più o meno ripidi. Colleghi e amici particolarmente sensibili all’argo- mento inviavano sms accorati: “Danie’, dobbiamo fare qualcosa”. La faccia di Stefano sempre davanti agli occhi, a rinforzare l’idea che l’impatto devastante di certe raffigurazioni possa più di qualsiasi denuncia. Le denunce possono essere insabbiate, le fotografie no. Con la bravissima Emanuela Del Frate ave- vamo già deciso di approfondire altre storie significative di questo nostro paese malato, storie di tifosi trascinati all’inferno ad espiare colpe inesistenti o cla- morosamente sopravvalutate. La vicenda di Stefano Cucchi ci ha travolti, dando un indirizzo più convinto al servizio che abbiamo confezionato. Ci scuseranno i lettori più impressionabili se abbiamo scelto di pubblicare quel- le foto che i familiari di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi hanno voluto che fossero pubbliche, ma anche noi come loro siamo convinti che più alto sarà il numero di testimoni e maggiori saranno le possibilità che queste vergogne conoscano giustizia e il mondo l’identità dei miseri giustizieri.

E questa rivista ha già un numero molto importante di lettori-testimoni, tutti quelli che hanno segui- to il nostro esordio in edicola con attenzione, calore, in certi casi passione. E se avete tra le mani anche questo secondo numero, significa che avete compreso nel profondo il senso di questa avventura. La Roma, per noi, è solo il pretesto per raffigurare la realtà dei nostri giorni con occhio vigile e appassionato, approfondendo temi che pochi ficcanaso hanno voglia di seguire (vedi il caso Cannavaro, ad esempio), cercando di capire la realtà di giocatori sempre in bilico tra la dannazione e la santità (caro Vucinic, batti altri colpi), stabilendo nuovi tracciati stellari (sapete quanti punti da solo Totti ha regalato alla Roma nella sua carriera? Leggendo lo scoprire- te), dando voce alle teorie più profonde e suggestive, pubblicando notizie scomode e testimonianze drammatiche, come quella di Paolo Scaroni, raccon- tando la bellezza di una trasferta a Udine in un giorno feriale o a Milano addirittura in auto- stop, collezionando dati tattici e statistiche per fornire la chiave di lettura più oggettiva possi- bile sulle partite della nostra stagione, chiedendo il vostro contributo per stabilire il podio di tutte le cose più belle e più brutte capitate alla Roma e mettendo uno al fianco dell’altro spon- sor prestigiosi che in questa rivista credono e che a questa rivista stanno già garantendo lunga vita. A tutti diciamo grazie e a tutti forniamo un nuovo punto di vista, molto romanista, rinno- vando l’appuntamento sin d’ora per il prossimo mese, quando l’atmosfera natalizia ispirerà un’operazione che ci fa già sentire orgogliosi: l’accostamento editoriale con un giocatore, Daniele De Rossi, e un libro, Il Mare di Roma (del De Rossi del giornalismo italiano, Tonino Cagnucci), che farà felici molti nostri lettori. Buona lettura a tutti.

Daniele Lo Monaco

In edicola il numero di novembre

Posted by admin On ottobre - 14 - 2009

rivista-romanista-01Il sommario di questo numero:

  • Prima linea
    di Artefatti
  • Canto Libero
    di Daniele Lo Monaco
  • Esclusivo Totti
    “Mi vogliono in quattro”
    di Daniele Lo Monaco
  • News
    Se Mazzoleni vale 24 Scaglia
  • Ultime notizie
    di Ugo Trani
  • Un classico
    di Giuseppe Manfridi
  • Bentornato Kammamuri
    di Paolo De Lazzaro
  • Il disonorevole Bersani
    di Dario Bersani
  • Rassegna stampa
    di Rivista Romanista
  • Luca Valdiserri
    di Tiziano Riccardi
  • La recensione
    di Francesco Zardo
  • Aldo Maldera
    di Riccardo Calvi
  • Lando Sabini
    di Tiziano Riccardi
  • Posta
    e risposta
  • Io c’ero
    di Mimmo Ferretti
  • L’inchiesta
    Vietato tifare
    di Emanuela Del Frate
  • La Roma in campo
    Ranieri, oggi e domani
  • Radici
    di Federico Nisii
  • L’approfondimento
    Verso casa
    di Emanuele Russo
  • Wizzipedia
    Il sogno di Dino
    di Massimo Izzi
  • I dimenticati
    di Francesco Oddi
  • Aridatece Pelagalli
    di Maurizio Catalani

Da un’idea Barcelonista qualcosa di Romanista

Posted by admin On ottobre - 14 - 2009

Metteremo l’anima dentro questa Rivista per servire un solo padrone: il lettore

Quella sera famisternoticavo ad addormentarmi. Forse il primo caldo di quella che sarebbe stata una lunghissima estate, forse la prospettiva di un mercato che a dispetto di certe lusinghe mediatiche si annunciava mortifero, forse quel campionato avviato stancamente verso un epilogo in linea con una stagione mai così dimessa. Sul comodino le tre copie divorate della trilogia Millennium, e conseguenti valutazioni sullo stato del nostro giornalismo, nell’anima un vago sentore di un’esplosione prossima. Avevo voglia di scrivere qualcosa, di condividere qualcosa, di pensare a qualcosa. Qualcosa di Romanista. Ho risfogliato mentalmente la collezione di rosso&giallo, un mensile al quale avevo dato tutto me stesso qualche anno prima. E, per associazione d’idee, mi è tornata in mente una bellissima rivista che avevo scoperto un giorno in una edicola sulle ramblas: si chiamava Revista Barcelonista, RB, nome splendido e immediato, per un giornale che scoprii competente e appassionato. Così, in quella notte insonne, ho preso un foglio bianco e l’ho riempito con pochi concetti-base, qualche bozzetto di pagina, due conti. Nacque così, una sera di maggio (tanto per consolidare la suggestione sentimentale) la rivista che oggi state sfogliando, Rivista Romanista, RR, figlia di un progetto imprenditoriale altrettanto semplice, con tutti i soggetti operativi chiamati a condividere un’idea e i rischi ad essa connaturati.

Da quel giorno il progetto ha preso forma, gli schizzi sul foglio hanno assunto le fattezze di amici, sostenitori e collaboratori, ora c’è una tipo- grafia, un distributore, un ufficio pubblicitario, una redazione (a Formello, una piccola enclave romanista in territorio “ostile”), io gestisco la baracca, Tiziano Riccardi mi aiuta nell’organizzazione, Paola ci assiste in tutto, Totti, manco a dirlo, è il nostro profeta e, per questo numero, il principale motivo di attrazione. Totti c’è, anzi, ci sarà sempre, e ci sono tante altre cose romaniste, tante rubriche d’opinione, ci sono i fumetti a rappresentare chi scrive (gente seria che non si prende troppo sul serio), le inchieste di collabo- ratori giovani e rigorosissimi, le partite, gli approfondimenti tecnico-tattici, le foto, le nostre prese di posizione, gli amici di ieri (alcuni tornati a scrivere dai tempi di rosso&giallo) e di domani, un primo gruppetto di inserzionisti prestigiosi e altri in arrivo. C’è quello che sapevamo di poterci mettere e forse qualcosa in più, raccolto e elaborato dentro altre notti insonni, a convogliare in carta stampata l’energia scatenata da quell’esplosione.

Ci hanno chiesto in tanti quale sarà la nostra linea editoriale, altri lo faranno. Per tutti la stessa risposta: una linea romanista. Non abbiamo posizioni precostituite su presidenti, dirigenti, allenatori, giocatori, tifosi. Tratteremo tutto sulla base dei fatti che di volta in volta ci daranno la più completa visione generale dell’argomento. Sperando magari che un’idea barcelonista non abbia ispirato solo noi, ma anche chi guida la Roma. Ora, comunque, tocca a voi, voi che oggi avete acquistato una copia di RR, e adesso ci leggete e da giudici supremi deciderete il nostro destino. Sarete l’unico padrone che intendiamo servire.

Daniele Lo Monaco