banner2

Grazie a Rosella Sensi per l’impegno e i risultati,
il futuro è nelle mani del costituente Daffinà. Che…

Il primo numero di Rivista Romanista che non potrà avere tra i suoi lettori
Giampiero Scalamogna – Gepy & Gepy il nome d’arte che gli sopravviverà,
come la gloria per aver composto musica e gran parte del testo di Roma, Roma,
l’inno più bello del mondo – è un numero primo che comunque non può provare
solitudine. Perché nuovi investitori stanno credendo nel prodotto che facciamo,
perché nuove aziende partner collaboreranno a rendere la rivista sempre migliore
e più competitiva, perché non esistono altre pubblicazioni che hanno condensato
in 32 pagine le 64 partite del mondiale aggiungendo ad ogni gara un motivo pro-
fondamente romanista (grazie, al riguardo, agli attivissimi ragazzi della scuola
di giornalismo Fuorionda), perché ripartiamo nella nuova stagione con un’altra
intervista esclusiva e discretamente interessante, perché continuiamo la nostra
battaglia sulla tessera del tifoso questa sì, in discreta solitudine, ma soprattut-
to, e ovviamente, perché l’8 luglio scorso Rosella Sensi ha firmato un accordo di ven-
dita dell’As Roma che dal 26 luglio diventerà operativo. Il che significa che dal 26
luglio in poi ogni giorno potrà essere buono per un nuovo compratore che volesse
acquistare l’As Roma, ad un prezzo non inferiore ai 100 milioni di euro ma che vero-
similmente potrà variare tra i 120 e i 180 milioni di euro. E la decisione non spet-
ta più a Rosella Sensi, ma ad un advisor di caratura internazionale.
E quì si innesta un’altra considerazione, che sottoponiamo alla vostra atten-
zione. Non è stato ancora stabilito da un punto di vista contrattuale, ma
l’advisor già contattato è Banca Rothschild, banca d’affari di fiducia di
Unicredit e rispondente ovviamente a tutti i requisiti di serietà ed affidabilità
necessari per questo tipo di impresa. Basta scorrere sul sito della Banca i clienti
che si sono affidati ai loro servizi per capirne l’autorevolezza: solo per citare i
più recenti in Italia, una vendita di un ramo d’attività di Intesa San Paolo a una
società statunitense per 1750 milioni di euro, la vendita di asset Alitalia per oltre
1000 milioni, la ristrutturazione del debito di Tiscali per 790 milioni. Un aspetto forse sottovaluta-
to è che l’amministratore delegato per l’Italia di Banca Rothschild è Alessandro Daffinà, un distinto
signore molto romanista che tra le varie carte di credito nel suo portafoglio ha anche la tessera
numero 28 da costituente dell’Azionariato Popolare My Roma. Non solo, dunque, l’uomo dei sogni
ha anche un motivo di cuore per scegliere al meglio il successore di Rosella Sensi, ma non sarebbe
poi così sorprendente se nelle sue considerazioni tenesse nel giusto conto anche l’opportunità di con-
sentire una sponda finalmente non più solo virtuale ad un progetto così affascinante. Detto questo
va riconosciuto nel modo più adeguato lo sforzo che Rosella Sensi ha fatto e continuerà a fare fino
all’ultimo giorno in cui gestirà la Roma. Magari un giorno si dedicherà alla politica – forse il sot-
tosegretario alla presidente del Consiglio Letta ne sa qualcosa – magari continuerà a dedicarsi
all’impresa. Di sicuro è stata una grandissima e degna presidente per l’As Roma. Con molti pregi ed
intuizioni di straordinaria efficacia e diversi difetti su cui non è stato facile discutere in una città che
preferisce le vie brevi dell’assolutismo fazioso a quelle più efficaci dell’approfondimento colto.







Vi consigliamo