Ho guardato e riguardato quelle immagini decine di volte. Richiudevo e ria- privo. Poi richiudevo, poi riaprivo. Quel volto scomposto e violentato, rigido e gonfio, atterrito, spaventato. Sventrato da mani feroci, altro che da scalini più o meno ripidi. Colleghi e amici particolarmente sensibili all’argo- mento inviavano sms accorati: “Danie’, dobbiamo fare qualcosa”. La faccia di Stefano sempre davanti agli occhi, a rinforzare l’idea che l’impatto devastante di certe raffigurazioni possa più di qualsiasi denuncia. Le denunce possono essere insabbiate, le fotografie no. Con la bravissima Emanuela Del Frate ave- vamo già deciso di approfondire altre storie significative di questo nostro paese malato, storie di tifosi trascinati all’inferno ad espiare colpe inesistenti o cla- morosamente sopravvalutate. La vicenda di Stefano Cucchi ci ha travolti, dando un indirizzo più convinto al servizio che abbiamo confezionato. Ci scuseranno i lettori più impressionabili se abbiamo scelto di pubblicare quel- le foto che i familiari di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi hanno voluto che fossero pubbliche, ma anche noi come loro siamo convinti che più alto sarà il numero di testimoni e maggiori saranno le possibilità che queste vergogne conoscano giustizia e il mondo l’identità dei miseri giustizieri.
E questa rivista ha già un numero molto importante di lettori-testimoni, tutti quelli che hanno segui- to il nostro esordio in edicola con attenzione, calore, in certi casi passione. E se avete tra le mani anche questo secondo numero, significa che avete compreso nel profondo il senso di questa avventura. La Roma, per noi, è solo il pretesto per raffigurare la realtà dei nostri giorni con occhio vigile e appassionato, approfondendo temi che pochi ficcanaso hanno voglia di seguire (vedi il caso Cannavaro, ad esempio), cercando di capire la realtà di giocatori sempre in bilico tra la dannazione e la santità (caro Vucinic, batti altri colpi), stabilendo nuovi tracciati stellari (sapete quanti punti da solo Totti ha regalato alla Roma nella sua carriera? Leggendo lo scoprire- te), dando voce alle teorie più profonde e suggestive, pubblicando notizie scomode e testimonianze drammatiche, come quella di Paolo Scaroni, raccon- tando la bellezza di una trasferta a Udine in un giorno feriale o a Milano addirittura in auto- stop, collezionando dati tattici e statistiche per fornire la chiave di lettura più oggettiva possi- bile sulle partite della nostra stagione, chiedendo il vostro contributo per stabilire il podio di tutte le cose più belle e più brutte capitate alla Roma e mettendo uno al fianco dell’altro spon- sor prestigiosi che in questa rivista credono e che a questa rivista stanno già garantendo lunga vita. A tutti diciamo grazie e a tutti forniamo un nuovo punto di vista, molto romanista, rinno- vando l’appuntamento sin d’ora per il prossimo mese, quando l’atmosfera natalizia ispirerà un’operazione che ci fa già sentire orgogliosi: l’accostamento editoriale con un giocatore, Daniele De Rossi, e un libro, Il Mare di Roma (del De Rossi del giornalismo italiano, Tonino Cagnucci), che farà felici molti nostri lettori. Buona lettura a tutti.
Daniele Lo Monaco




